Parallela alla sua generosa e poliedrica produzione artistica, Gianfranco Chiavacci ha lasciato un corpo di scritti teorici, parte essenziale della sua ricerca. Non testi di accompagnamento alle opere, ma una riflessione originale sulla binarietà come principio logico ed estetico, in dialogo con la teoria dell’informazione di Max Bense, che anticipa fin dal 1963 le principali esperienze internazionali di computer art. Ne emerge la posizione unica della sua opera, sospesa tra arte programmata e computer art senza coincidere con nessuna delle due.

Qui pubblichiamo la parte più significativa di questi scritti. Per approfondire, [vai alla pagina delle pubblicazioni]. Proseguiamo intanto il lavoro di catalogazione dell’intero corpus.

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